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Ministorievere #48

  • barbarasperandii
  • 8 set 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Generazione Z.


Spiaggia.

Tre lettini allineati.

Al centro la mamma con il cellulare, ai due lati i figli, Teo 8 anni, Jacopo 17 anni.


Teo smania per noia e aspira al cellulare della mamma.

Jacopo sta per le sue, con la musica nelle orecchie.


La madre butta un libro addosso a Jacopo.

"Leggi..."

"Leggi..."

"Leggi..."


Jacopo si gira verso di lei e parlottano...

Sale il confronto.


Jacopo: "Basta mamma, non voglio leggere, questo libro non mi piace.

Faccio tutto quello che dici, metto in ordine, vado a fare la spesa e sto qui con te al mare.

E tu ti lamenti perché ascolto un po’ di musica?!?"


Madre: "Devi leggere."


Jacopo: "Hai sentito cosa ti ho detto?

Questo libro non mi piace.

Sto qui al mare con te a sentire un po’ di musica e tu ti lamenti?

Non ne conosco un'altra di madre che fa così."


Madre si alza e si trasferisce sul lettino di Teo, il figlio piccolo, finora spettatore silenzioso.

Abbraccia Teo e gli sussurra, quanto basta per farsi sentire da Jacopo (ma anche da me):


"Sai Teo, devi capire che la mamma quando sta al cellulare lavora e guadagna.

Guadagna i soldi con cui poi può comprare a Jacopo un cellulare da 600 euro.


E lui non vuole leggere!


Sai Teo, alla mamma piacerebbe tanto leggere, passerei tutto il tempo a leggere.

Ma devo lavorare..."


Jacopo: "Mamma, Teo è un bambino di 8 anni, ma cosa gli stai dicendo?!?"

"La verità è che scarichi su di noi il tuo stress e la tua insoddisfazione per una vita che non ti piace."


Si alza, prende il suo mantello, ops! la sua maglietta e se ne va.


Applausi.

 

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