Ministorievere #43
- barbarasperandii
- 8 set 2025
- Tempo di lettura: 1 min

Il profumo di un caffè.
Mezzogiorno.
Sto lavorando con le finestre aperte.
Sento un vociare vicino.
Mi avvicino alla finestra e sbircio.
Sono Anna la donna che abita sopra di me, al terzo piano, e la sua dirimpettaia, una signora grande di età, intenta ad annaffiare i suoi gerani.
Anna: "Ciao Maria".
Maria: "Ciao, come va?"
Anna: "Così..."
So cosa c'è in quel "così" di Anna: c'è una separazione dolorosa, ci sono due figli da crescere da sola, ci sono urla, sfoghi, rabbia, stanchezza.
Lo so perché io, i suoni della vita di Anna, li sento distintamente.
Maria: "Vuoi venire a prenderti un caffè?"
Anna: "Un caffè... a quest'ora? Non lo so..."
Maria: "Mi fa solo che piacere se vieni."
Anna temporeggia e Maria non molla.
Maria: "Che dici, metto su la macchinetta?"
Anna cede: "Va bene, ma vengo tra qualche minuto."
Maria: "Io sono sempre qui, fai con calma."
Maria cerca lo sguardo di Anna, con un sorriso di una dolcezza infinita.
E quando Anna dice sì, Maria sembra quasi avere timore a girarsi e perdere quel contatto.
Più tardi sento profumo di caffè nell'aria.
La portafinestra di Maria è socchiusa.
Immagino loro due, una di fronte l'altra, una moka e due tazzine.
Penso ad Anna e al suo momento di tregua.
Grazie signora Maria, di essere sempre lì.
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