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Ministorievere #30

  • barbarasperandii
  • 8 set 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Rassegna di danza.


Roma, 9 marzo.

Teatro Elsa Morante.

Rassegna di danza per celebrare la Giornata Internazionale della Donna.

 

La rassegna coinvolge due scuole di danza, portando sul palco varietà di generi e di danzatrici.


Dal Hip Hop di Giada, un mostro di ballerina che forse 7 anni non li ha ancora, al Flamenco, mio e delle mie compagne che 7 anni li abbiamo compiuti da un bel po’.


Noi più serie, concentrate, un po' tese.

Vestite con abiti di scena e la rosa nei capelli.


Loro in jeans e camicia bianca, felpe e t-shirts.

Scarpe da ginnastica o piedi nudi.


Ballano con il sorriso e la grinta di chi sta conquistando il mondo su quel palco.

Con orgoglio e fiducia in se stessi e se stesse.

Spaccano.


Il contagio è un attimo.

Mi ricordo che, per me, danzare non vuol dire essere perfetta.

Danzare significa esserci, esprimere le mie emozioni, affermare la mia presenza.


Dalla nostra commistione ne esce un'energia pazzesca e non esistono più scuole o stili o età.

Esiste sentirmi autentica, forte, me stessa ancora una volta, bella nell'imperfezione.


Grazie piccola grande nuova generazione.

Sipario, applausi.

 

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