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Ministorievere #25

  • barbarasperandii
  • 4 set 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Quanto vale la felicità?


Edicola di giornali.

 

Mentre mi guardo intorno per vedere se ci sono riviste che mi interessano, entra un ragazzo, giovane quanto basta perché sia già zio.

 

Si rivolge alla giornalaia:

 

Zio: "mi scusi, forse mi può aiutare. Mia nipote fa un album di figurine con gli animali...”

Giornalaia: "I Cucciolotti?"

Zio: "Ah si, ecco. Quanto costa una bustina?"

Giornalaia: "8 euro".

Zio: "Ah!... 8 euro?"

Giornalaia: "Si, 8 euro."

Zio: "...VA BENE... me ne dia 1. Posso pagare con il bancomat?"

 

A questo punto non resisto, mi avvicino al ragazzo e rivolgendomi alla giornalaia:

"Mi scusi, ma è sicura? Una bustina di figurine 8 euro, non è possibile..."

Lei mi guarda come per dire "non dipende da me..."

Lui pure è scioccato, ma per la nipote è disposto a questo e altro.

 

Io insisto, scandendo le parole... "u n a  b u s t i n a  8  e u r o?!?!?!?"

 

Lei si illumina!!!!!!

"ODDIO volevo dire 80 centesimi!"

"SCUSATE!!!!!"

 

Grande sollievo di tutti e lo zio prende ben 4 pacchetti.

 

Dire una cosa per un'altra può capitare (per esempio per me lavatrice e lavastoviglie sono interscambiabili, povera chi ci capita).

 

La cosa particolare è essere disposti a pagare 8 euro per un pacchetto di figurine.

Perché?

 

Perché si vuole far comunque felice la propria nipotina?

Perché alla fine sono "solo" 8 euro?

Perché ho la macchina in seconda fila, vado di fretta, pago con il bancomat, "dammi quel dannato pacchetto e me ne vado"?

 

Quanto vale un pacchetto di figurine?

 

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