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Ministorievere #10

  • barbarasperandii
  • 1 set 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Il mio wabi sabi.


Ebbene sì, lo confesso.

 

Appartengo alla categoria di persone (spero di non essere l'unica!) che in libreria, se interessata ad un libro, prendo il primo della pila, lo giro, lo apro, lo tocco, lo sfoglio, lo leggo e poi, se mi piace e decido di acquistarlo, lo rimetto al suo posto e prendo una copia dal fondo, alla ricerca di quella intonsa, perfetta, mai aperta, mai toccata.

 

Ora è successo che ho iniziato una raccolta di libri giapponesi che esce in edicola una volta a settimana, bellissimi.

 

È la quarta uscita.

Il giornalaio sta per darmi la mia copia (che mi tiene da parte), poi si trattiene e dice: "scusa, non me ne sono accorto. Me lo hanno portato un po' sporco. Se preferisci te lo riordino."

 

Io... (tra me e me) “acc...”

 

Lui: "eh chissà dove li mettono, anzi li lanciano".

 

Io... in una frazione di attimo visualizzo questo povero libro passare da una cesta ad un'altra, essere preso in mano e poi mollato...

"LO PRENDO!", esclamo, illuminata da una rivelazione.

 

E d'ora in poi terrò con me il libro sulla cima della pila, perché oltre alla storia scritta dentro contiene anche la sua personalissima storia!

 

Evviva l'imperfezione, il gusto vero della vita.

 

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