Lasciarsi andare
- barbarasperandii
- 14 mag
- Tempo di lettura: 2 min

Lasciarsi andare ovvero liberare te stessa, sprigionare la tua forza, renderti visibile agli altri.
Per poi scoprire che lasciarsi andare è un modo per riappropriarsi di sé.
Durante le mie lezioni di Flamenco, a volte invito le allieve a lasciarsi andare.
Una di loro mi chiede “Cosa significa lasciarsi andare? Come si fa?”.
A volte quello che è chiarissimo dentro di noi non lo è affatto per altre persone.
Allora mi sono impegnata a trovare una risposta.
Una risposta valida per lei.
Perché non esiste un unico modo di lasciarsi andare che vada bene per tutte.
Così come ogni persona è unica, altrettanto unico è il suo modo di lasciarsi andare.
Ecco allora alcune possibilità. Lasciarsi andare può significare:
Fare rumore.
Far sentire la propria voce, la propria presenza in una stanza, che sia al lavoro o a casa o ad una festa.
Ti sei osservata da fuori? Come stai? Trattieni il respiro? Tendi ad occupare le retrovie o gli angoli degli spazi in cui ti trovi?
Prova a fare un passo verso il centro, mettere dritta la schiena, basse le spalle, aperto il petto.
Parla, dopo un bel respiro, con voce netta, chiara, decisa.
Interrompere il rimuginio.
A volte sembra che siamo presenti in un luogo, ed in effetti gli altri ci vedono e ci sentono, ma noi non vediamo, ne sentiamo niente.
Perché la nostra attenzione è nella nostra testa, nei nostri pensieri, nelle nostre preoccupazioni che ribollono e borbottano. Distraendoci ed allontanandoci da dove realmente siamo.
All’esterno appariamo distratte, sconnesse e noi perdiamo l’occasione di stare in quel momento ed in quel luogo e ricevere ciò che ci può portare di buono: una conversazione con un’amica, la vista di un panorama, il respiro di aria fresca.
Ancora, il respiro può essere il nostro migliore alleato: osservare il nostro respiro, l’aria che entra e l’aria che esce, è un modo super efficace per riportarci nel tempo e luogo presente.
Accogliere la propria immagine.
Cosa succede quando incroci uno specchio sulla tua strada?
Spesso siamo severe.
Spesso ci “sistemiamo”: una ciocca, l’inclinazione del viso, l’intenzione dello sguardo, la morbidezza delle labbra… Tutto in un istante…
Che fatica!
Che peraltro ci trasforma in qualcosa che un attimo dopo non siamo più.
Come ti percepisci senza specchio? Come ti vedi da dentro? Sei sorridente? Luminosa? Rilassata?
Sentirsi bella non è solo una questione di estetica.
E’ permettersi di esserlo.
Permettersi di sbagliare.
Ma cosa stai dicendo?!?
Mi sembra di sentire i vostri commenti mentre leggete…
Eppure le migliori imprese nascono dai migliori errori.
Chi insegna sa che non esiste apprendimento senza errore.
L’errore è uno strumento per migliorare, evolvere, trovare soluzioni.
Proviamo a sostituire la mortificazione, la delusione, la rabbia che accompagna un errore con il riconoscere l’impegno, la determinazione, la volontà di fare il massimo, l’intelligenza di capire cosa è andato storto e cosa poter fare di diverso.
“Io sbaglio e io miglioro”.
Lasciarsi andare inizia con l’osservazione di te, attraverso il tuo sguardo interiore: cogli (e accogli!) ogni tua sfumatura, è unica e preziosa.
Come te.
Lasciati andare e riconquista te stessa.
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